Il Vinsanto di Albarola
La tradizione si perpetua etichetta del 1870 e quella del 1996

Il vino buono sta nella botte piccola, recita un detto popolare... Non sempre è vero ma in questo caso nella piccolissima botte, meglio conosciuta come caratello ci sta un vino unico.

Quasi due secoli secoli di storia, e ancora oggi si perpetua la magia di un vino fatto senza togliere o aggiungere nulla, Malvasia Aromatica di Candia spremuta e null'altro, nessun additivo, niente filtraggi, zero solforosa.

Lo scorrere degli anni e l'alternarsi delle stagioni trasformano il mosto in un grande Vinsanto.

Siamo in Valnure, nella cantina dei Conti Barattieri. Stiamo parlando di quella penso sia la più piccola DOC d'Italia, 400 mezzine circa all'anno.

L'uva proviene dai vecchi vigneti di proprietà, la raccolta è ovviamente manuale in piccole casse, i passaggi in vigna sono 4 o 5 a seconda dell'annata in modo di raccogliere grappoli perfettamente maturi. Il personale che raccoglie queste uve è espertissimo, solo piccoli grappoli spargoli, senza nemmeno un chicco non perfetto.

Le uve da cui proviene il Vinsanto di Albarola

L'uva viene poi stesa su cannicci nella solana, dove rimarrà fino a completo appassimento fino al periodo natalizio, epoca in cui si svolge la pigiatura.

In questi lunghi mesi di appassimento, i grappoli vengono ispezionati giornalmente, vengono eliminati gli acini che presentano il minimo difetto.

uve Malvasia in fase di appassimentop sui cannicci

La pigiatura avviene con un piccolo torchio verticale, il mosto scende goccia a goccia, denso, ricco, quasi oleoso.

Il mosto così ottenuto viene fatto sostare in una vasca d'acciaio per qualche tempo, fino alla formazione di una pellicola superficiale che lo isola dall'ambiennte esterno.

Fa seguito il travaso nel caratello, dove il vinsanto fermenterà lentamente (a volte la fermentazione dura anni) grazie ai lieviti naturali dell'uva e alla madre che si formata nelle piccole botticelle con il trascorre del tempo.

Apro una piccola parentesi su queste piccole botti, costruite con rovere proventiente dell'appennino romagnolo. Le doghe sono spesse cinque centimetri, sono contenitori molto costosi, fatti per durare nei secoli. Nella solana c'è ancora il primo caratello utilizzato ancora oggi, la data scolpita nel rovere è 1824.

caratelli nella vinsanteria di Barattieri

La sosta nel caratello dura nove anni, le variazioni di temperatura nella solana fanno si che il vinsanto si stabilizzi naturalmente.

Trascorso questo lunghissimo periodo si imbottiglia senza aggiunta di solforosa. Ancora una sosta in vetro di anno e questo gioiello dell'enologia piacentina è pronto per la commercializzazione.

Nel bicchiere vi troverete un vino ambrato, limpido e denso.

Immediatamente si spanderà nell'aria l'aroma caretteristico del frutto della Malvasia Aromatica di Candia. Ad un più approfondito esame olfattivo noterete la frutta secca come il dattero, l'albicocca, la noce. Nel bicchiere il vino evolve in maniera spettacolare, aromi che compaiono e scompaiono in continuazione, una lotta tra i vari frutti per farsi meglio sentire ed apprezzare.

In bocca lo spettacolo continua e si amplia. Nonostante l'alto residuo zuccherino la beva è bellissima, l'acidità ben presente controbilancia la dolcezza. Grande corrispondenza naso bocca, permanenza infinita. Basta un piccolo assaggio e il sapore permane per un lunghissimo periodo e torna con intensità incredibile anche dopo molti minuti.

Insomma siamo nell'Olimpo dei Vinsanti italiani ma non solo. Questo è uno dei migliori vini dolci del mondo.

Gustatevelo, se avetela fortuna di trovarne una bottiglia, a temperatura di cantina, lasciatelo evolvere nel bicchiere dategli tempo. Vi ripagherà con un piacere infinito.