Il commento della redazione
Vecchie vigne, giovane produttore.
Il risultato è un vino facile da bere, ma non certo un vino semplice.
Nel bicchiere è paglierino abbastanza carico, limpido.
Naso tipico, note agrumate, salvia, spezie, mobile e ben definito.
Solforosa non pervenuta, alcool nemmeno, nessun sentore di lieviti.
Beva fantastica, residuo zuccherino appena accennato, acidità presente e perfettamente integrata.
La carbonica è fine, non invadente.
La presa di spuma è stata fatta in autoclave, lunga rifermentazione senza aggiunta di lieviti.
Lo abbiamo bevuto bevuto con un classicissimo di questi colli, tortelli di ricotta ed erbetta, conditi con con burro fuso aromatizzato alla salvia. Matrimonio d'amore.
Data della degustazione: 5 maggio 2009
Lotto: 16209
Informazioni sul produttore
Tenuta la Bertuzza
La Tenuta la Bertuzza è una piccola azienda vitivinicola a conduzione famigliare. Si trova sulle colline adiacenti il borgo di Castell'Arquato, in Val d'Arda. Il giovane titolare, Andrea Ferri, si è avvicinato al mestiere di vitivinicoltore nel 1999 quando ha acquistato il piccolo podere e sta creando vini nel solco della tradizione: vini frizzanti con rifermentazione naturale in bottiglia.
13 ettari di vigneto lavorato in modo che si avvicina all'agricoltura biologica. I vitigni impiantati sono quelli tradizionali che occorrono per fare i vini dei colli piacentini: barbera e bonarda per i rossi, ortrugo, malvasia di candia aromatica, moscato, sauvignon, trebbiano e chardonnay per i bianchi. Circa 3 o 4 ettari di vigneti sono vecchi con un'età compresa tra i 35 e i 40 anni, purtroppo alcuni di questi impianti sono in fase di reimpianto ma verrà probabilmente recuparato il particolare clone di barbera presente nei vigneti più vecchi perché di ottima qualità con piccoli grappoli spargoli.
Dove assaggiare e acquistare questo vino
La vendita dei vini di Tenuta la Bertuzza avviene principalmente in azienda. La cantina è sempre aperta per visite, degustazioni e acquisti, ma è sempre meglio preavvertire telefonicamente del proprio arrivo.