9 maggio 2009: all'enoteca di stradone Farnese le nuove annate dei vini piacentini...
i produttori piacentini all'enoteca di nalio

Sabato pomeriggio nell'Enoteca di Nalio in Stradone Farnese a Piacenza si è rinnovato l'appuntamento con le nuove annate in commercio dei produttori vitivinicoli piacentini invitati all'evento.

Quest'anno i produttori coinvolti sono stati 17, un numero molto maggiore che negli anni passati, un numero che ci ha incuriositi e ci ha fatto molto piacere. Siamo andati oltre che ad assaggiare i vini a fare una breve chiacchierata con il padrone di casa, occhio attento sui vini prodotti sui Colli Piacentini da tanti anni e sugli usi e costumi degli appassionati di vino di Piacenza. La prima domanda riguarda il numero di produttori invitati...

Così Nalio: La risposta è semplice, lavoro con 17 aziende piacentine e ho voluto invitarle tutte, tutte hanno aderito. E' un peccato che questa mia piccola iniziativa personale sia rimasta negli anni l'unica occasione di incontrare il vino in Piacenza città, mentre le iniziative nate quest'anno si sono spostate tutte in provincia...

Il fatto di vedere un numero così importante di produttori piacentini qui, significa anche che è migliorata la qualità del vino locale in questi ultimi anni?
Direi proprio di si, quando iniziato a lavorare con il vino nel 1975 i produttori interessanti erano 4 o 5, negli ultimi tre o quattro anni invece è cambiato il mondo del vino a Piacenza. Adesso i vini piacentini sono quelli che si vendono di più nella mia enoteca, forse perché si conoscono di più o forse anche perché sono quelli che offrono un miglior rapporto qualità prezzo.

Le persone che comprano vino sono quindi più informate e più attente rispetto a qualche anno fa?
Sette/otto anni fa abbiamo avuto un'esplosione nella vendita del vino perché era di moda e tutti compravano e bevevano vino. Oggi non è più così, la moda è passata e sono rimasti gli appassionati e queste persone si, in genere sono attente e informate. Anche noi abbiamo cercato in questi anni di "insegnare" alle persone a conoscere il vino sia parlando con i nostri clienti, sia organizzando un corso di degustazione e anche con questa giornata in cui i produttori possono parlare direttamente del proprio lavoro e dei propri vini.

Sempre riguardo ai produttori piacentini, noi cerchiamo di spingerli e in questo abbiamo una grande collaborazione da parte dei ristoranti, mentre manca la stessa collaborazione da parte dei bar di Piacenza se si esclude qualche raro wine-bar... comunque mi sembra che la situazione sia cambiata molto e in meglio...

Cosa ne pensi del vino al bicchiere?
Se fatto bene, scegliendo i vini giusti, investendoci e non come ripiego per smaltire quello che resta in casa, è un ottima proposta sia da parte dei ristoranti che dei bar e dei wine-bar. Vendere il vino al bicchiere da la possibilità a tante persone di avvicinarsi a vini che altrimenti non berrebbe mai, anche vini costosi o difficili da reperire.

Un ringraziamento a Nalio per la sua disponibilità e torniamo alle cantine presenti: abbiamo potuto assaggiare i vini di Anguissola, Baraccone, Barattieri, Cardinali, Castello di Luzzano, Ferrari e Perini, Gazzola, il Poggiarello, la Celata, la Stoppa, la Tosa, le Torricelle, Luretta, Lusenti, Manara, Perinelli, Tenuta Pernice, Torre Fornello e Uccellaia.

Molte conferme sui vini che hanno ormai raggiunto una certa maturità e solidità di vinificazione, gli spumanti di Torre Fornello hanno aperto le degustazioni, a seguire i bianchi tra cui segnaliamo il vino messo in degustazione da la Celata in anteprima assoluta Be The Change Want To See, una vendemmia del 98 del vitigno Molinelli davvero molto particolare, un esperimento che ci conferma la versatilità del vitigno.

Molto vari i vini rossi di cui sono state presentati i vini nuovi della vendemmia 2008, vendemmia molto difficile ma che alla fine è risultata positiva e ha dato buoni vini nella maggior parte dei colli piacentini. Da segnalare il Casè, Pinot Nero 2004 di Anguissola che si sta affinando con decisione e sta dimostrando di essere veramente un vino molto interessante.

Ed eccoci ai vini da dessert, utti ottenuti dall'appassimento di malvasia di candia aromatica a parte il Pistamota di Lusenti, un passito di Bonarda. Anche qui grande varietà nelle scelte di vinificazione dei singoli produttori che hanno presentato vini molto diversi tra loro... ce n'è davvero per tutti i gusti!!