Il primo concorso per la miglior carta dei vini piacentini, ideato da Valentino Ramelli e sostenuto dall’Assessore all’Agricoltura della Provincia, Mario Spezia, ha visto la proclamazione dei vincitori e dei finalisti lo scorso 11 dicembre presso la sfarzosa cornice della Cappella Ducale di Palazzo Farnese a Piacenza. Il concorso, che verrà ripetuto anche l’anno prossimo, è stato gestito da Slow Food Piacenza, in collaborazione con Provincia di Piacenza, Unione Commercianti, Confesercenti e Centropadane. Il concorso era rivolto a tre categorie di pubblici esercizi di Piacenza e provincia: Ristoranti, Osterie-Trattorie, Enoteche con mescita.
I partecipanti hanno inviato una copia della carta dei vini presso la sede della Provincia. Di seguito una giuria tecnica composta da Fabio Giavedoni, Presidente della giuria (Slow Food), Vittorio Barbieri (Slow Food) ed Enrico Ceruti (Consorzio Vini Doc Colli Piacentini) ha selezionato tre finalisti per ciascuna categoria ed individuato un vincitore per categoria.
La categoria più rappresentata è stata quella dei ristoranti, dove in effetti anche maggiori sono state le discussioni per selezionare il terzetto dei finalisti, alla fine composto da La Palta (Bilegno di Borgonovo), Il Piacentino (Bobbio) e Il Falco (Rivalta di Gazzola). Meritorie di segnalazione le carte di locali quali La Colonna, Ristorante Riva e Ranuccio, ma l’ampiezza, la profondità, la precisione e la curiosità dimostrata dai tre finalisti nel ricercare proposte al di fuori dei sentieri più battuti, ha avuto la meglio. In finale netta la vittoria de La Palta in virtù di una carta, a cura di Roberto Gazzola, quantitativamente importante per numero di etichette (particolare attenzione ai vini della Valtidone e vasta scelta di Gutturnio di tutte le tipologie) e varietà delle proposte, ma pure molto sobria e precisa, elegante, sintetica e intelligente nel riportare con cura e grande leggibilità la ricchezza di etichette proposte, in un contesto di ricarichi contenuti.
Tra le trattorie-osterie ha prevalso l’Osteria dell'Olza (Fiorenzuola) su Giovannelli (Sarturano di Aguzzano) e San Giovanni (Piacenza), grazie ad una carta ricca (anche di grandi formati e vecchie annate) e precisa realizzata da Giuseppe Botti, presentata in una veste rustica (nomi dei vini scritti a mano su carta da macellaio) molto efficace (e in sintonia con la tipologia del locale) e con ricarichi più che onesti. Da segnalare che l’Olza propone soltanto vini piacentini.
Tra le enoteche con mescita infine nessun dubbio nel premiare La Taverna del Gusto (Piacenza) che ha prevalso sulla storica enoteca Renato (Piacenza) e Picchioni (Piacenza). Nelle prime pagine della sua carta Andrea Libè ha realizzato una piccola zonazione, una mappatura dei vigneti dei Colli Piacentini, vallata per vallata, comune per comune, indicando i principali “cru” storici con relative caratteristiche geologiche e ampelografiche, mettendo nero su bianco le tradizioni orali locali delle diverse aree. Una parte introduttiva dunque senz’altro innovativa per il nostro territorio, didattica persino, che precede una selezione di tutto rispetto, dove le bottiglie sono elencate con grande precisione e dovizia di particolari senza che la consultazione ne risulti appesantita.
E’ chiaro quindi come la giuria non abbia premiato necessariamente le carte con più vini, a dimostrazione del fatto che per fare una “bella” carta non è sufficiente l’aspetto numerico, cioè presentare una gran quantità di etichette magari elencate in modo poco chiaro e senza un filo logico razionale. Conta altrettanto, se non di più, il modo in cui queste etichette vengono proposte in carta, il criterio di suddivisione ad esempio (per tipologia, per vallata, in ordine alfabetico), l’impaginazione (tipo e colore del “font”, spaziatura tra un vino in elenco e il successivo), la chiarezza di informazioni su ogni vino (descrizione della tipologia, indicazione dell’annata, vitigni), i ricarichi. Non bisogna dimenticare che le carte vengono ideate e stampate per i clienti dei locali, per i consumatori, ed un consumatore, soprattutto se non esperto, deve poter consultare una carta leggibile e chiara che lo orienti il più possibile, soprattutto se la carta è di una certa ampiezza.
La partecipazione al concorso è stata numericamente buona e qualitativamente elevata, con punte d’eccellenza che possono essere tranquillamente considerate veri e propri strumenti di promozione e cultura del territorio piacentino, vetrine dei nostri vini (dalle annate più recenti a quelle più datate spesso ancora in splendida forma), delle nostre eccellenze. E’ per questo che la premiazione delle tre carte vincitrici si è svolta nel mese di febbraio 2007 nell’ambito di AMBASCIATORI D’ECCELLENZA, evento organizzato da Provincia di Piacenza e Slow Food Piacenza, in cui verranno celebrati i tre vini piacentini (Malvasia Passito Vigna del Volta 2004 – La Stoppa, Vin Santo 1996 – Barattieri, Cabernet Sauvignon Luna Selvatica 2004 – La Tosa) che hanno ottenuto l’ambito riconoscimento dei Tre Bicchieri sulla Guida Vini d’Italia di SlowFood-Gamberorosso e saranno appunto premiate le tre migliori carte dei vini piacentini, unendo idealmente il mondo della produzione a quello della ristorazione.