Le guide Gambero Rosso e l'Espresso premiano gli outsider dei Colli Piacentini

 

premio per la viticoltura sostenibile alla stoppa

Piacentini alla riscossa verrebbe da dire... infatti sono piacentini il vino dolce più buono d'Italia e l'azienda vitivinicola più impegnata per la viticoltura sostenibile. La guida ai vini d'Italia 2010 del Gambero Rosso ha infatti assegnato al Vinsanto di Albarola 1999 prodotto da Barattieri il premio per il vino dolce più buono d'Italia e ad Elena Pantaleoni per il suo lavoro alla Stoppa il premio per la viticoltura sostenibile.

Due riconoscimenti d'eccellenza che premiano le persone, il loro lavoro serio e costante, ma che portano anche sotto i riflettori un intero territorio vitivinicolo, i Colli Piacentini, appunto. E per questo a loro vanno non solo i nostri complimenti per i premi ricevuti, ma soprattutto un ringraziamento per il loro lavoro.

La famiglia Barattieri ha saputo conservare intatto nel tempo un vino davvero straordinario, quel Vinsanto ottenuto dalla vinificazione della Malvasia di Candia Aromatica che necessita di un invecchiamento in piccole botticelle per 10 anni. Elena Pantaleoni ha reso la Stoppa e i suoi vigneti una piccola (relativamente) oasi ecologica lavorando da molti anni con interventi minimi nei vigneti, ben al di sotto di quanto permette il disciplinare dell'agricoltura biologica.

Sui colli piacentini non sono mai mancati i 3 bicchieri del Gambero Rosso e anche quest'anno tornano, accompagnati però da una bella sorpresa: per la prima volta viene premiato un Gutturnio, il vino trainante della produzione vitivinicola piacentina. Si tratta della Macchiona 2005 della Stoppa che non è un gutturnio di nome ma lo è di fatto trattandosi di un uvaggio Barbera e Bonarda come da tradizione. Tre bicchieri anche per il Vinsanto di Albarola 1999 di Barattieri. E accanto a questa guida arrivano anche le 5 bottiglie dell'Espresso assegnate quest'anno al Vinsanto di Vigoleno 1999 prodotto da Lusignani.

i vini premiati da gambero rosso e l'espresso

Tre vini molto rappresentativi dei colli piacentini, ma pradossalmente tre outsider sul nostro territorio che hanno in comune una particolarità: tutti e tre sono vini vinificati in modo naturale, senza aggiunta di solforosa e con una lavorazione in cantina molto rispettosa dei processi e delle trasformazioni che avvengono spontaneamente nel passaggio dall'uva al vino.

Non vogliamo leggere i due premi assegnati ai vini dolci solo come una conferma della vocazione territoriale per questo genere di vini, si tratta anche di un premio alla Malvasia di Candia aromatica, vitigno da cui nasce il Vinsanto di Albarola che caratterizza molti passiti e vini dolci dei colli piacentini e che in questi anni ha portato premi ed emozioni. "E' un peccato che sulle guide vengano premiati sempre i vini dolci quando il nostro territorio è capace di esprimere anche altro" ci dice Marco Lusignani ed Elena Pantaleoni aggiunge che "i premi fanno sempre piacere, ma è anche il mercato a dare delle risposte e in provincia di Piacenza si producono (e si vendono) in maggioranza vini rossi".

Aggiungiamo noi che le guide sono sempre l'espressione di un piccolo gruppo di persone e che ogni appassionato farà bene a seguire il lavoro dei produttori anno dopo anno, vino dopo vino senza affidarsi troppo alle guide, ma lasciandosi da loro stimolare per andare ad esplorare una zona o un territorio. Ma veniamo ai vini che abbiamo degustato insieme ai produttori Marco Lusignani, Massimiliana Barattieri ed Elena Pantaleoni.

 

La degustazione

 

i vini premiati da gambero rosso e l'espresso

Macchiona 2005 - La Stoppa

Finalmente un premio di alto livello al taglio classico dei Colli Piacentini, Barbera e Bonarda o Croatina che dir si voglia.

Rubino intenso, limpido.

Naso netto, frutta rossa matura e spezie donate dalla bonarda, chiodo di garofano, pepe nero su tutti.

In bocca è giovanissimo eppur molto godibile, sapido, giustamente acido, di grande struttura eppur facile, anche troppo facile, da bere.

Leggero residuo zuccherino. Finale decisamente lungo per la tipologia.

Servire a 16-18°

Pronto da bere ora darà il meglio tra una decina d'anni.

 

Vinsanto di Albarola 1999 - Barattieri

Magica espressione di una fantastica terra e di un vitigno, la Malvasia di Candia aromatica.

Miglior vino dolce d'Italia secondo il Gambero Rosso.

Ambra nel bicchiere, estremamente complesso al naso, sprigiona sentori che vanno dall'abicocca disidratata al dattero secco, dalla rosa bianca alle spezie orientali.

In bocca è altrettanto complesso, di bevibilità estrema, la massa zuccherina è perfettamente equilibrata da acidità e sapidità. Finale lunghissimo.

Ulteriore bonus: questo č un vino che pių naturale di cosė non si puō. E' semplicemente uva appassita naturalmente, pigiata, e nessa in caratello per nove anni. Senza nessuna aggiunta (nemmeno un grammo di solforosa in nessuna fase del processo produttivo), senza travasi, senza filtrazioni.

Fantastico da bere ora, da bere da qui al 2050, servitelo fresco di cantina.

 

Vinsanto di Vigoleno 1999 - Lusignani

Uve autotoctone, uno splendido borgo, una tradizione che si perde nella notte dei tempi. Questi sono gli ingredienti di questo vino.

Uve dimenticate, Santa Maria, Melara, Beverdino, appassite sui graticci, pigiate a fine anno.

Nel bicchiere è ambra molto intensa, naso anche qui molto complesso, fichi secchi, noce, dattero, spezie orientali, frutta gialla disidratata.

Incredibile concentrazione, ottima beva, buonissima acidità. Finale lunghissimo.

Servitelo fresco di cantina, lasciatelo evolvere nel bicchiere, accomapgnatelo con buona compagnia davanti ad un camino in una fredda sera invernale.

Potete berlo ora, oppure seppellirlo in cantina per stapparlo nei prossimi trent'anni.

 


 

Per saperne di più sui vini potete leggere gli articoli:

Il Vin Santo di Vigoleno

Il Vin Santo di Albarola

Macchiona, 10 bottiglie a confronto, dall'85 a oggi