Non solo gutturnio: le malvasie dolci...
Degustazione alla trattoria Belvedere - Statto

La Trattoria Belvedere di Statto (Val Trebbia - Piacenza) ha ospitato due incontri dedicati alla scoperta della Malvasia Bianca di Candia Aromatica, in particolare la seconda degustazione ha proposto sei passiti malvasia, tre malvasia a vendemmia tardiva, un vin santo dei colli piacentini e un vin santo di Vigoleno. Una splendida rassegna dei migliori vini passiti dei colli piacentini a cui hanno partecipato una cinquantina di persone tra addetti ai lavori e appassionati del buon vino. L'iniziativa, che speriamo sia la prima di una lunga serie, è stata ideata da Vittorio Barbieri del Centro Itard e realizzata insieme a Slow Food Piacenza e Slow Food Colli Piacentini, con la partecipazione di Logotec, azienda specializzata nella marcatura laser su vetro e altri materiali, in qualità di sponsor.

Ma entriamo nel vivo della serata: la degustazione si è svolta alla cieca e tutti i vini hanno dato ottima prova di se dimostrando un alto standard qualitativo dei vini dei colli piacentini nel loro insieme e della Malvasia di candia aromatica in primis, questo senza cadere nell'appiattimento del gusto: all'accostamento questi nove bicchieri lasciano emergere fortissime differenze di profumo, sapore, aromaticità . Al termine della degustazione lo svelamento dei nomi e la fatidica domanda: "Chi metterebbe questo vino nella rosa dei vini da comprare?" La risposta, per alzata di mano e assolutamente facoltativa, ha visto una soprendente unanimità sui tre passiti di Malvasia preferiti: il numero 5, il numero 7 e il numero 8.

La sala durante la degustazione di passiti di malvasia

Il numero 5: Colli Piacentini Malvasia Passito 2003 de Il Negrese
di colore intenso, ramato, intensamente profumato e all'assaggio un gusto pieno, dolce senza esagerazioni e con una punta amarognola che rinfresca la bocca. Per saperne di pìù potete leggere la scheda del vino

Il numero 7: Colli piacentini Malvasia Passito Luna di Candia 2003 della Cantina Sociale Valtidone
si presenta di colore dorato e intenso, con un piacevole profumo di albicocca secca. In bocca è dolce e morbido. Per saperne di più potete leggere la scheda del vino

Il numero 8: Colli piacentini Malvasia Passito Vigna del Volta 2002 de La Stoppa
Lo hanno riconosciuto in tanti questo vino che è una conferma della qualità sia di questo vino passito che della cantina produttrice. Già olfattivamente il Vigna del volta attira per la sua particolarità e il profumo che richiama quello dei fichi secchi. Di colore ramato intenso, presenta anche all'assaggio la stessa equilibrata intensità. Riesce infatti a mantenere l'equilibrio tra i sapori di uva e il liquoroso. Questo vino è ottenuto da uve di Malvasia di Candia Aromatica (80%) e di Moscato (20%) lasciate passire al sole per 15 giorni

Assolutamente particolari e molto diverse tra loro anche le altre tre malvasie degustate:

Il numero 6: Colli piacentini Malvasia Le Rane 2003 di Luretta
Ottenuto per la vinificazione in purezza di Malvasia di Candia Aromatica: parte delle uve vengono fatte surmaturare in pianta, parte vengono appassite in appositi locali. Di colore intenso, ha un profumo avvolgente ma delicato così come il sapore estremamente aromatico ma in modo naturale. Questa delicatezza ha probabilmente penalizzato nell'assaggio "collettivo" questo vino davvero eccellente.

Il numero 4: Announo 2001 di Perinelli
vino ottenuto dall'assemblaggio di malvasia di Candia aromatica 34%, semillon 33% e viognier 33%. Le uve raggiungono una sovramaturazione su pianta e quindi il completo appassimento in solaio. La pressatura avviene con torchio verticale, seguono la fermentazione e la maturazione per 12 mesi in barriques di 1° passaggio.

Il numero 9: Emozione di Ghiaccio 2002 di Croci
Giustamente lasciato per ultimo nella degustazione questo vino presentato come passito chiude con vigore questo viaggio tra i sapori della malvasia di candia aromatica. Si tratta in realtà di un Eiswein, un vino ottenuto dalla pressatura di uve raccolte ghiacciate, tra fine novembre e fine gennaio, di primo mattino quando la temperatura scende sotto i -5°C. Il risultato è sorprendete: è un vino molto scuro, liquoroso, denso che tiene attaccati al bicchiere per la particolarità dei profumi e dei sapori. Non mi sbilancio nella descrizione, consiglio però di assaggiarlo se non acquistando una delle 1.000 bottiglie da 0,375 prodotte almeno con un bicchiere in enoteca.

In breve gli altri vini che hanno partecipanto alla degustazione: Ponentino 2003 di Ca' Visconti, Colli piacentini malvasia vendemmia tardiva Gocce di memoria 2003 di Podere Casale e la malvasia tardiva 2003 di Molinelli. Infine il Vin Santo dei Colli Piacentini 1994 di Barattieri, un vin santo assolutamente classico, rotondo ed equilibrato e il Vin Santo di Vigoleno 1998 di Perini, un vino evocativo, rude (non rustico), affascinante su cui torneremo certamente nei prossimi mesi.