Degustazione vini bianchi macerati - 14 giugno 2008

grappolo di malvasia di candia nei vigneti di Formaggini14 giugno 2008 si è svolta una interessante e divertente serata tra amici davanti a una dozzina di bottiglie di vini bianchi vinificati con macerazione pellicolare o, come si usa dire, con vinificazione in rosso. E' stata una buona occasione non solo per assaggiare questi vini, ma anche per alcune riflessioni su questo tipo di vinificazione.

La degustazione si è svolta alla cieca, con bottiglie in parte reperite presso i produttori, in parte messe a disposizione dagli appassionati presenti.

Innanzi tutto un doveroso grazie a Giulio Armani che ha pazientemente sopportato le nostre domende di appassionati su questo tipo di vinificazione.

Veniamo ai vini che abbiamo assaggiato, le annate erano abbastanza diverse con prevalenza di vini giovani, 2005 e 2006, ma siamo risaliti sino a una vendemmia 99. Pure le durate delle macerazioni erano diverse si andava da macerazioni brevi di qualche ora fino alle lunghissime, durate più mesi.

I vini provenivano dal nord italia, per la maggior parte con bottiglie piemontesi, emiliane, venete e friulane, con un'unica eccezzione il Fiano prodotto Guido Zampaglione, proveniente dalla vecchie vigne campane di proprietà della famiglia.

I piacentini presenti erano Ageno de La Stoppa proposto in due annate, 2002 e 2005, e la malvasia 1999 di Solenghi Gaetano vino che fece una brevissima macerazione di qualche ora.

Fantastico l'Ageno 2002 a detta di tutti il migliore vino della serata, grandissimo equilibrio, bella beva nessuna pesantezza e una vita ancora lunghissima davanti, il naso è pulito e ricco, estremamente complesso, escono l'albicocca candita, salvia fresca, uno speziato particolare estremamente caratteristico delle malvasie invecchiate, mediato e reso sottile e ancora più intrigante dalla presenza di vitigni non aromatici come l'ortrugo e il trebbiano; particolare (anche se la macerazione si sentiva per nulla) la Malvasia di Solenghi, con naso stranissimo giocato su toni quasi idrocarburici, canfora, e la frutta gialla solo in secondo piano. In un secondo momento questi aromi derivati dallevoluzioni dei tarpeni, lasciano spazio alla classica salvia, e all'albicocca secca. In bocca il vino è decisamente piacevole, la beva diventa migliore di anno in anno, laciando le pesantezze della giovuntù per farsi estremamente complessa.

Ageno 2005 decisamente giovane, naso pulito e varietale, la malvasia è presente in maggiore quantità rispetto al 2002, e si avverte decisamente. Forse la gioventù appesantisce un filo la beva, personalmente lo aspetto volentieri domandogli qualche anno di cantina.

Insomma i colli piacentini si sono difesi alla grande, anche se per onor di cronaca, mancavano i bianchi di grandi produttori friulani come Jasko Gravner e Radikon.

E gli altri ? Molto bene i cortesi piemontesi ed i tocai ( o friulano che dir si voglia), per maggiori informazioni potete leggere l'articolo pubblicato su Sorgengedelvino.it.