Abbiamo parlato con il Dott. Michele Coladangelo dell'ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale) su come viene certificata e controllata la produzione di uva biologica e la successiva trasformazione in vino.
Una doverosa premessa: non esiste una normativa europea per la certificazione del vino bio, per cui viene spesso utilizzata la denominazione vino prodotto da uve di coltivazione biologica.
La produzione di uve biologiche è regolamentata dalla norma CEE n° 2092/91, mentre tra i vari protocolli privati per la produzione di vino biologico, uno molto seguito è il disciplinare per la vinificazione dell'AIAB, Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica.
A noi interessava la parte pratica della certificazione, non abbiamo parlato di documenti cartacei, ma di vigne, uve, e vini. I controlli vengono fatti in azienda al tempo della vendemmia, si controllano le uve e la loro provenienza da un'esatta vigna. Poiché non è obbligatorio che un'azienda produca uva esclusvamente da coltura biologica, viene richiesta una vinificazione separata da quelle delle uve di normale provenienza. Questo può avvenire in due modi: scegliendo una cantina a parte per la lavorazione di uve bio, oppure vinificando le uve biologiche in giorni dove si vinificano solo ed esclusivamente queste. I mosti ottenuti devono essere ben identificati e tenuti rigorosamente separati da quelli di provenienza non biologica. Questa separazione deve continuare ad esistere per tutto il ciclo di lavorazione, ovvero fino al momento della vendita del vino. Botti e barrique devono essere riservate esclusivamente alla maturazione del prodotto di origine biologica.
I controlli sul vino si effettuano a campione, controllando la percentuale di anidride solforosa presente. Non si ricorre quasi mai alle analisi di ricerca di componenti chimici aggiunti o residui di trattamenti effettuati in vigna, questo per diversi fattori, primo tra tutti la serietà dei produttori biologici che fanno il loro lavoro più grande in vigna, selezionando i vitigni, potando per ottenere meno resa, più qualità delle uve e una maggior resistenza delle viti alle malattie.
Per maggiori informazioni sulla Certificazione : www.aiab.it ; www.icea.info