UN PICCOLO SEGRETO BIOLOGICO

Per iniziare ad entrare nel mondo della vite e del vino biologici usiamo la porta di servizio, non inizieremo quindi dalle leggi che tutelano questo prodotto, ma da sapore del vino e dai perchè di chi lo produce. Abbiamo incontrato Carla Asti, della cantina Luretta srl, una cantina della val Luretta (una laterale della val Trebbia)che ha sede in un posto bellissimo: il castello di Momeliano. Vale sicuramente la pena di arrivare qui sia per gli occhi che per le papille gustative, infatti la cantina produce solo vino di alta qualità. L'interesse principale delle Cantine Luretta è stato fin dall'inizio quello di produrre dell'ottimo vino. La scelta dell'impianto biologico non è stata dettata da un interesse per questa fetta di mercato, ma dalla convinzione che una qualità alta si raggiunga rispettando l'uva, il vino, l'ambiente in cui crescono e utilizzando le conoscenze scientifiche per accompagnare il processo di vinificazione piuttosto che per piegarlo alle nostre esigenze.

momeliano

"Nel corso di dieci anni - racconta Claudia Asti - abbiamo impiantato 40 ettari di nuove viti e crediamo che la strada per ottenere un buon vino incominci dall'uva e che una buona uva dipenda anche da come si imposta un impianto. Abbiamo quindi messo in terra queste piantine e per molto tempo non abbiamo più fatto nulla senza innaffiare o concimare la vigna. Lasciando vivere la vite in modo naturale la si obbliga a cercare l'acqua e gli elementi per crescere in profondità. Se la vite affonda le sue radici in profondità, l'uva muterà il suo sapore in base agli oligoelementi che trova in quel determinato terreno rendendo ogni vigna particolare e ogni grappolo unico. Vivendo in questo modo naturale inoltre la vite produce grappoli piccoli, poveri di acqua, dalla buccia spessa e sanissimi: visto che le sostanze che determinano la qualità del vino si trovano nella buccia, partendo da un'uva così la strada per un ottimo vino è già spianata e non dobbiamo aggiungere nulla in cantina per modificare le caratteristiche organolettiche del vino."

vigna Luretta

E'affascinante come la Luretta vive il suo rapporto con la terra, la vigna e il vino. Per lei sono elementi vivi con cui instaurare un dialogo e non un semplice rapporto di uso, questo in ogni fase della vinificazione, anche quando il vino imbottigliato viene lasciato riposare nelle ampie cantine del castello e della cantina dove è stato ricreato un ambiente silenzioso e poco luminoso per favorire appunto il riposo del vino.

Tutto il vino prodotto dalla Cantina Luretta è adatto per l'invecchiamento per questo scrivono sull'etichetta "Uve da agricoltura biologica", ma non scrivono vino biologico. Per proteggere il vino da fermentazioni sbagliate, infatti, occorre aggiungere una piccola quantità di anidride solforosa, un additivo naturale, ma che non è consentito dal disciplinare del biologico in quantitativo sufficiente. "Noi usiamo un'uva sana - aggiunge Carla Asti - perciò ne aggiungiamo pochissimo, solo il minimo indispensabile per garantire un invecchiamento fino a dieci anni". Del resto, la Cantina Luretta non è interessata al mercato specifico del biologico, questo investimento sul biologico ha più a che fare con una filosofia di vita e di lavoro, per contrastare il criterio dell'abbondanza che vuole che l'uva e il vino debbano essere "tanti" ivecie che buoni , ma anche per tutelare il territorio circostante.

"Se un'azienda passa al biologico si fa anche carico dell'ambiente circostante dandogli un maggiore valore ambientale: se piove l'acqua che scola dalla mia vigna non porterà pesticidi in giro per i terreni di altri, gli animali selvatici non mangeranno insetti contaminati da prodotti chimici". I terreni dell'azienda Luretta sono lasciati in parte incolti, la cantina e i vigneti sono circondati da boschi dove si può passeggiare, dove vivono animali selvatici e dove è davvero splendido trascorrere un po' di tempo immersi nella natura.


Per maggiori informazioni sulla Cantina Luretta : www.luretta.com