DISCIPLINARE PER LA VINIFICAZIONE AIAB,
Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica
INDICE
PREMESSA
PREMESSA
IL VINO BIOLOGICO
La qualità di un prodotto o di un servizio è intesa come
la capacità di soddisfare le esigenze implicite ed esplicite
del consumatore.
Tra le esigenze implicite del vino il consumatore
richiede la soddisfazione delle caratteristiche di "naturalità",
di assenza di fattori antinutrizionali, di assenza
di residui di trattamenti tecnologici che allontanino il
prodotto dalla sua origine naturale.
Il vino biologico è quello che maggiormente, quindi,
intende soddisfare questo tipo di esigenze implicite.
Le esigenze esplicite nel caso del vino sono la capacità
del prodotto di soddisfare sensorialmente il consumatore.
Con il presente disciplinare vogliamo incrementare
il secondo aspetto della qualità in modo da renderlo
un prodotto in grado di soddisfare al massimo livello i
due fabbisogni del consumatore. Quindi un vino sano,
gradevole e la cui produzione non abbia provocato
effetti dannosi sull'ambiente.
Provenienza delle uve
Per ottenere vini biologici certificabili secondo il presente disciplinare è necessario partire da:
Consigliato
- Uve provenienti da vigneti condotti secondo il metodo biologico e certificate come GaranziaAIAB;.
Ammesso
- Uve provenienti da vigneti condotti secondo il metodo biologico e certificati secondo il Reg. CE 2092/91;
proibito
VENDEMMIA
Le uve ottenute debbono essere condizionate in maniera tale da non comprometterne la qualità durante le fasi di
raccolta. I fattori che possono influire negativamente in tal senso sono le alte temperature, l’ammostamento dei
grappoli durante le operazioni di raccolta e trasporto dell’uva. La presenza di uve non sane modifica negativamente
anche la qualità delle altre uve, si consiglia quindi di trattare separatamente le uve diverse per stato sanitario.
Consigliato
- Vendemmia effettuata a mano con cernita in vigna dei grappoli
guasti;
- Trasporto in cassette, ceste e
cassoni di limitata altezza;
- Trasporto sollecito in cantina per evitare l’avvio in campo di fermentazioni indesiderate;
Ammesso
- Raccolta meccanica nel rispetto
delle precauzioni a fianco
riportate;
PIGIATURA DELL'UVA
Consigliato
- Diraspa-pigiatrice orizzontale
(dotata di motoriduttore);
Ammesso
- Pigia-diraspatrici orizzontali e
verticali con carica dall’alto;
Pressatura
Consigliato
- Pressatura discontinua orizzontale
pneumatica, ad aria o ad
acqua;
- Decanter;
Ammesso
- Pressatura discontinua orizzontale
o verticale con sistemi meccanici;
- Pressatura continua delle uve
con macchine in grado di tener
separate le diverse frazioni di
succo;
proibito
- L’uso di presse continue di vecchia
concezione (es. doppia elica,
elevata pressione di esercizio);
MACERAZIONE DEL PIGIATO
Consigliato
- Tutte le pratiche fisiche che non
prevedano l’uso di solforosa
(illimpidimento statico a freddo;
illimpidimento dinamico con
decanter; centrifuga; filtri; flottatori);
- L’iperossigenazione dei mosti
per aumentare la stabilità dei vini
bianchi è vivamente consigliata;
Ammesso
- Tecniche di illimpidimento fisico
che prevedano l’utilizzo di solforosa
in associazione a coadiuvanti
tecnologici;
- Utilizzo di enzimi pectolitici
(purché non OGM);
- Utilizzo dei seguenti coadiuvanti
di chiarificazione: ossido di silicio,
bentonite, gelatina in scaglie
o polvere, caseinato di potassio,
albumina d’uovo;
- L’uso del carbone decolorante
solo nei casi di reale necessità (es.
su mosti ottenuti dalla vinificazione
in bianco di uve rosse);
proibito
- L’uso della gelatina liquida;
AUMENTO DEL CONTENUTO ALCOLICO NATURALE
Per ottenere vini biologici certificabili secondo il presente disciplinare è necessario partire da:
Consigliato
- Operazioni appropriate come il
taglio, la selezione delle uve, il
diradamento delle uve ecc.;
- Tecniche di autoarricchimento
mediante concentrazione a temperature
inferiori a 35°C di mosti
aziendali o altri mosti biologici
prodotti nella stessa zona;
Ammesso
- Utilizzo di mosti concentrati e
mosti concentrati rettificati provenienti
da trattamento di uve
biologiche;
- In deroga, fino alla vendemmia
1999, si ammette l’utilizzo di
MC o MCR convenzionali;
proibito
- Qualora non vi sia disponibilità
di MC o MCR biologici, ed in
tutti i casi a partire dalla vendemmia
2000, l’uso di MC e
MCR convenzionali;
CORREZIONE DELL'ACIDITÀ
Ammesso
- Trattamenti disacidificanti con
tartrato neutro di potassio e carbonato
di calcio;
- Trattamento acidificante con acido
tartarico se autorizzati dall’OdC;
FERMENTAZIONE ALCOLICA
Consigliato
- Preparazione “pie de cuve”;
- Innesco della fermentazione con
aggiunta di mosti diversi già in
attiva fermentazione;
- Ossigenazione del mosto per
favorire la moltiplicazione delle
cellule del lievito;
- Fermentazione senza uso di
additivi e coadiuvanti tecnologici;
Ammesso
- Uso di lieviti naturalmente presenti
nel mosto d’uva;
- Colture di lievito selezionato
purché non ottenuto da OGM;
- Uso di SO2 (nel rispetto dei limiti
riportati in tab.1 per quanto
riguarda il vino finito) assieme a
coadiuvanti per l’illimpidimento;
- Uso dei seguenti nutrimenti per
lieviti: fosfato biammonico,
ammonio solfato, tiamminadicloro-
idrato;
- A fermentazione iniziata l’addizione
con solfato di rame solo in
caso di reale necessità e tenendo
in considerazione i rischi di residui
di rame nel vino; (Reg. CEE
2253/88)
- L’uso, come coadiuvante di fermentazione,
di scorze di lievito e
cellulosa;
- La fermentazione in presenza di
coadiuvanti di chiarificazione
(bentonite, sol di silice, caseinato
di potassio);
proibito
FERMENTAZIONE MALO-LATTICA
Consigliato
- Per conferire una maggiore stabilità
al vino si consiglia di effettuare
in ogni caso la fermentazione
malo-lattica;
- L’innesco della fermentazione
con aggiunta di mosti diversi già
in attiva fermentazione;
Ammesso
- Colture di batteri lattici selezionati
non derivanti da OGM;
- Pre-moltiplicazione delle colture
selezionate su parte del mosto e
del vino dello stesso lotto;
proibito
- Colture di batteri lattici derivanti
da OGM;
SOLFITAGGIO
Tra tutti gli additivi e coadiuvanti di uso enologico, l’anidride solforosa è l’unico di cui si siano verificati gli effetti tossicologici. Pertanto è indispensabile attuare tutti i possibili metodi atti a ridurre il livello residuale nel vino finito. Quindi, nel presente disciplinare, tutte le fasi che prevedono l’utilizzo di solforosa devono essere considerate come possibili ma dovrà essere cura del produttore cercare di sostituire l’azione della solforosa con altri metodi tutte le volte che questo sia tecnicamente possibile.
Prodotti
Consigliato
- Anidride solforosa in fase gassosa;
- Soluzioni concentrate di SO2 in
acqua;
Ammesso
- Metabisolfiti alcalini;
- Zolfo puro pressato;
proibito
- Micce di zolfo con amianto;
Momento d'impiego
Consigliato
- Apporto di quantità sufficienti di
SO2 dopo la fermentazione alcolica
o dopo la fermentazione
malo-lattica;
- Integrazione ai travasi e durante
la chiarificazione e stabilizzazione
del vino;
- Integrazione all'imbottigliamento;
Ammesso
- Impiego oculato durante le operazioni
pre-fermentative e durante
l’eventuale macerazione;
proibito
- Colture di batteri lattici derivanti da OGM;
Concentrazioni consentite di SO2 nel vino al confezionamento
Non si ritiene razionale porre dei limiti di SO2 libera, quella enologicamente efficace, ma solamente fissare i limiti per quella totale, poiché i valori di SO2 libera sono direttamente influenzati dai valori di quella totale e dalle pratiche enologiche applicate. È interesse del produttore, e del consumatore, fare in modo che a bassi livelli di SO2 totale corrispondano elevati livelli di SO2 libera, cosa che si raggiunge applicando correttamente le pratiche enologiche. Nella tabella 1 si riportano le quantità di SO2 totale consigliata ed ammessa nelle diverse tipologie di vino. È chiaro che livelli ulteriormente inferiori sono possibili da raggiungere e caldamente raccomandati.
Prodotti
Consigliato
- Vini rossi < 20 mg/l
- Vini bianchi e rosati < 20 mg/l
- Spumanti < 20 mg/l
- Vini dolci e mosti < 20 mg/l
Ammesso
- Vini rossi < 60 mg/l
- Vini bianchi e rosati < 80 mg/l
- Spumanti < 60 mg/l
- Vini dolci e mosti < 120 mg/l
CONSERVAZIONE
L’igiene della cantina è un requisito fondamentale per ottenere dei prodotti di qualità. I locali adibiti alla vinificazione e alla conservazione del vino e tutte le attrezzature coinvolte nei processi di vinificazione devono poter essere perfettamente detersi e sanitizzati.
Consigliato
- Botti in legno e contenitori in
acciaio inossidabile AISI316;
- Cantine con possibilità di condizionamento
termico;
Ammesso
- Contenitori in acciaio inossidabile
AISI 304 e contenitori in
materiali ferrosi smaltati;
- In deroga sono consentiti materiali
diversi da quelli consigliati ed
ammessi se già presenti in azienda
e per un periodo non superiore ai 5
anni dal momento dell'entrata nel
sistema di controllo;
proibito
- Materiali diversi da quelli
ammessi e consigliati dopo 5
anni dall’entrata nel sistema di
controllo;
Additivi e tecniche utilizzabili durante la conservazione
Consigliato
- L’uso di gas inerti quali l’anidride carbonica, l’azoto, miscele di anidride carbonica, azoto e argon;
- Il controllo delle temperature che
devono mantenersi inferiori ai
15°C;
Ammesso
- Tutte le forme di SO2 consentite nelle fasi di solfitaggio;
- L’uso di ß-glucanasi, purché non derivante da OGM;
proibito
- Colture di batteri lattici derivanti da OGM;
Confezionamento
Ammesso
- Taglio di diversi vini biologici
certificati come"garanzia
AIAB" o a norma 2092/91;
- Taglio con vini “in conversione” per una quantità massima del 20% sul totale del vino;
proibito
- Taglio con vini non biologici;
Chiarificazione e filtrazione
Consigliato
- La conservazione prolungata;
Ammesso
- Tutti i trattamenti fisici che consentano l’ottenimento della limpidità: centrifugazione, filtrazione ecc.
- L’uso dei seguenti coadiuvanti di
chiarificazione: caseinato di potassio,
bentonite, gelatina in scaglie o
polvere. Ossidi di silicio, albumina
d’uovo e colla di pesce;
proibito
- Il PVPP (polivinil-poli-pirolidone
insolubile);
- Il sangue defibrinato in polvere;
- Il carbone vegetale o animale;
La stabilizzazione
Consigliato
- L’ottenimento naturale della stabilità per mezzo di una conservazione prolungata sulle fecce di fermentazione e per mezzo della
fermentazione malo-lattica sistematicamente provocata;
Ammesso
- La refrigerazione artificiale del
vino;
- L’aggiunta di potassio bitartrato
e di acido metatartarico;
- L’aggiunta di acido citrico, acido ascorbico (purché non provenienti da OGM) e gomma arabica;
proibito
- L’aggiunta dei seguenti composti:
sorbitolo, sorbati, ferro-cianuro
di potassio;
Trattamenti al confezionamento
Consigliato
- Il confezionamento in ambiente asettico con saturazione del vino con gas inerti (quelli citati precedentemente);
- Impianto di imbottigliamento con pre-evacuazione dell’aria dal contenitore;
Ammesso
- L’uso di SO2, sempre tenendo in
considerazione i limiti riportati
in tabella 1;
- L’aggiunta di acido citrico, acido
ascorbico (purché non provenienti
da OGM) e gomma arabica;
proibito
- La pastorizzazione del vino già
imbottigliato;
Chiusura
Per ottenere vini biologici certificabili secondo il presente disciplinare è necessario partire da:
Consigliato
- Tappi in sughero, possibilmente di origine biologica, non sottopostia lavaggi con cloro, di colorenaturale e non sottoposti a sbiancatura o colorati;
Ammesso
- Chiusure di metallo a corona o a
vite;
- Tappi in sughero agglomerati
purché la parte a contatto con il
vino sia in sughero naturale e di
spessore non inferiore a 5mm;
- Tappi in materiale polimerico;
proibito
- Tappi a pressione in materiale
plastico;
- Tappi di PET;
- Tappi sterilizzati con radiazioni;
Confezione
Per ottenere vini biologici certificabili secondo il presente disciplinare è necessario partire da:
Consigliato
- Etichette con colori non contenenti metalli pesanti;
- Non impiegare capsule;
Ammesso
- Impiegare capsule in materiale
plastico;
Prodotti utilizzabili nell'ambiente di conservazione
Consigliato
- Prodotti per la sanitizzazione e la detergenza dei locali e delle attrezzature utilizzate per la vinificazione riportati nel capitolo generale;
Ammesso
- Tutti i prodotti per la difesa riportati nel Reg. CE 2092/91 e successive modifiche ed integrazioni;
proibito
- Tutti gli antiparassitari di sintesi non ammessi in agricoltura biologica;
Vini speciali
Qui di seguito verranno riportati solo i prodotti e le pratiche che costituiscono la specialità del vino, per le altre operazioni si faccia riferimento al disciplinare generale.
Vino novello
Condizionamento anaerobico delle uve
Consigliato
- Utilizzo di contenitori in acciaio
inox;
- Uso di anidride carbonica prodottadalla fermentazione dimosti della cantina stessa;
Ammesso
- CO2 in bombole;
- Aggiunta di lieviti selezionati
(non provenienti da GMO) al
liquido di fondo;
- Aggiunta di SO2 al liquido di fondo;
Vino passito
Condizionamento anaerobico delle uve
Consigliato
- Concentrazione dei soluti nella bacca per evaporazione dell’acquacon sistemi naturali quali la torsione del peduncolo, il taglio del capo
a frutto, l’asciugatura dei grappoli nell’interfila e l’asciugatura dei
grappoli nel fruttaio;
- La disidratazione della bacca per permeabilizzazione della buccia causata da sviluppo di Botritis cinerea in forma larvata (muffa
nobile);
- La concentrazione dei soluti per congelamento di parte dell’acqua(congelamento dei grappoli sulla pianta e immediata pressatura);
Ammesso
- La disidratazione dell’uva in ambienti termo-igro condizionati;
- Trattamenti conservanti delle
uve in appassimento con solfiti
alcalini e bentonite (sempre nel
rispetto dei limiti di SO2 riportati
in tabella 1);
proibito
- L’uso di soda per accelerare la disidratazione dell’uva;
Vini frizzanti e spumanti
Condizionamento anaerobico delle uve
Consigliato
- Nei vini frizzanti l’impiego di filtrati dolci ottenuti dalle stesse uve;
- Negli spumanti l’utilizzo di zucchero di barbabietola o canna puro da coltivazione biologica;
Ammesso
- Il taglio con diversi vini biologici;
- L’incremento degli zuccheri con
MCR biologico;
- L’uso del liqueur d’expedition ottenuto con l’utilizzazione di prodotti convenzionali;